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Traumi

1.Bisogna soffrire per avere dei risultati
Molte persone attive accettano l’assunto “Bisogna soffrire per avere dei risultati”. Ma il dolore è raramente un fattore positivo. Di solito invece è indice di un problema, che magari dipende da un trauma correlato ad un’attività fisica. Ignorare un dolore può portare a dei problemi. È preferibile invece consultare un medico specialista delle patologie del piede, che sappia valutare e trattare i traumi sportivi.

Una sosta obbligata
È fuori dubbio che l’attività fisica faccia bene. Ma è altrettanto vero che mette il corpo sotto sforzo, e in particolare gli arti inferiori e i piedi. Se si corre, balla, gioca a tennis o cammina, i ripetuti movimenti in avanti, i salti, gli appoggi decisi a terra e gli spostamenti laterali comuni a queste attività e sport, mettono sotto stress i piedi. Inoltre altri fattori, quali le scarpe usurate e i muscoli sovraffaticati, possono contribuire all’insorgere di un trauma. Si può trattare di traumi improvvisi (acuti) o di traumi che insorgono dopo un periodo di tempo e che richiedono di ridurre o smettere del tutto l’attività sportiva per un po’.

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Ripartiamo dai piedi
Per molte persone l’attività fisica svolge un ruolo importante nella loro vita, cosicché un trauma è vissuto come una disgrazia. I medici specialisti nelle patologie del piede hanno una formazione mirata sulla fisiologia e la patologia del piede e della caviglia e possono essere d’aiuto nel recupero della completa attività fisica. Considerano inoltre le relazioni tra le patologie del piede e quelle delle ginocchia, delle anche e della colonna. Il medico specialista fa la diagnosi del tipo di trauma, propone un piano di trattamento per ridurre il dolore e gl altri sintomi, proteggere la zona traumatizzata durante la guarigione e preparare il paziente alla ripresa della completa attività. Per diventare un atleta migliore è bene considerare il medico specialista come un’eccellente risorsa da cui imparare a prevenire traumi in futuro.

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2. Il piede in movimento
Il piede è fatto per resistere al movimento  e alla pressione con il supporto di un buon paio di scarpe durante l’attività sportiva. Le ossa costituiscono la base e la struttura del piede. La connessione tra le ossa è garantita dal tessuto molle, che controlla la mobilità del piede.

Le ossa formano la struttura
Quale parte fondamentale del corpo le ossa piede assicurano il supporto su cui il corpo trova il suo equilibrio. Il tallone, la base dell’alluce e del mignolo formano una sorta di “tripode” su cui si scarica il peso del corpo. Le ossa assorbono una parte dello stress dovuto al movimento e proteggono il piede dallo choc causato dal contatto con il suolo. Le articolazioni tra un osso e l’altro permettono al piede di muoversi più liberamente.

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Aastragalo CacalcagnoC1 primo cuneiformeC2 secondo cuneiformeC3 terzo cuneiformeCu cuboideF falangi M1 primo metatarsoM2 secondo metatarsoM3 terzo metatarso M4 quarto metatarso M5 quinto metatarso P perone S scafoideT tibia 

Il tessuto molle connette
Il tessuto molle forma una fitta rete attorno alle ossa. Se è allineata in modo adeguato la rete fornisce una struttura stabile che fa sì che il piede assorba lo stress dell’attività sportiva. I muscoli sono il motore del movimento. I tendini connettono i muscoli alle ossa, permettono il movimento e fungono da supporto. I legamenti congiungono le ossa le une con le altre, impedendo movimenti troppo ampi. Ci sono molti muscoli, tendini  e legamenti nel piede ma alcun di loro in particolare sono  a rischio durante l’attività sportiva.

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3. Traumi da movimenti di spinta in avanti
Ogni volta che si fa un passo, il piede si appiattische leggermente.  Fare ripetutamente questo movimento, come avviene negli sport quali il jogging, l’aerobica, lo sci alpinismo e la bicicletta possono rendere il piede più vulnerabile ai traumi. Le infiammazioni della fascia plantare e dei tendini sono comuni in questi sport, ma un gran numero di traumi possono dipendere da uno sport qualsiasi.

Appiattimento ripetuto dell’arco plantare
Quando il piede sostiene il carico l’arco plantare si appiattisce allungando la fascia plantare. Ripetuti appiattimenti possono infiammare la fascia plantare o i tendini, danneggiare le articolazioni o indebolire i muscoli. Indossare delle scarpe con un debole supporto plantare o con la suola consumata può causare danni ancora maggiori. Per non parlare dei casi di piede piatto, in cui si verifica un allungamento esagerato della fascia plantare, di una lunghezza diversa di un arto inferiore rispetto all’altro, che fa sì che il piede dell’arto più lungo si appiattisca di più, dell’essere in sovrappeso, delle corse su superfici dure o irregolari.

4. Traumi da salti

Il piede va incontro a stress nei movimenti in su e in giù di sport come l’aerobica. L’avampiede è soggetto a un carico continuo che ripetutamente stressa alcuni punti deboli del piede. Anche altre attività quali pallacanestro, ginnastica, pallavolo, salire e scendere sono responsabili di questo tipo di stress.

Carico ripetuto
Carichi ripetuti sull’avampiede concentrano la pressione sulla parte anteriore del piede piuttosto che distribuirla dappertutto. I tendini  e i muscoli non sono in grado di assorbire gli stress in eccesso provenienti dal tessuto osseo e pertanto fratture o traumi ai tendini del piede, della caviglia e della gamba possono capitare più facilmente. L’essere in sovrappeso aumenta la pressione, allo stesso modo che saltare su una superficie dura, l’allenamento eccessivo, indossare scarpe rigide o altre a cui manca un sostegno sull'avampiede.

5. Traumi da movimenti laterali
Negli sport come il tennis o la pallavolo il piede compie movimenti laterali mentre cambia di continuo direzione, spesso molto velocemente. Con questo tipo di movimenti le articolazioni si possono lesionare o infiammare più facilmente, causando squilibri nel piede.

Ripetuti movimenti laterali
Movimenti di lato improvvisi portano il cosiddetto “tripode” del piede in disequilibrio. Poiché le articolazioni vengono sforzate oltre le loro normali ampiezze di movimento, legamenti e tendini possono essere lesionati. Anche giocare su una superficie irregolare predispone questo tipo di traumi, o indossare scarpe con un debole rinforzo a livello della caviglia o scarpe consumate o di un numero sbagliato. Peggiorano il quadro i seguenti fattori: lassità legamentosa delle caviglie, piede cavo o stanchezza.

6.La visita dal medico specialista
Il dolore è spesso il primo segno di un trauma del piede o della caviglia, anche se da solo non basta a scoprire la causa del trauma. Il modo migliore per determinare con precisione la causa, la sede e la gravità di un trauma al piede è di rivolgersi ad un medico specialista delle patologie del piede. Con l’anamnesi, l’esame del piede e l’esecuzione di alcuni test il medico specialista sarà in grado di formulare un quadro diagnostico più completo.

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Anamnesi
Il medico specialista a colloquio con il paziente cerca di capire i fattori che hanno detrminato il trauma e la possibile causa. Le domande del medico riguardano i sintomi e la loro durata, i tipi di sport praticati e le attività che sono cambiate nel passato recente. Vengono valutati anche altri fattori che possono aver contribuito al trauma, come l’uso di scarpe sformate o la frequenza dell’attività sportiva.

Esame fisico
Con l’esame fisico del piede e dell’arto inferiore il medico specialista fa un passo ulteriore verso la localizzazione della causa dei problemi. La palpazione o una leggera pressione sono utili per valutare le zone sensibili. Esistono dei test per quantificare la forza muscolare e i riflessi. Lo schema del passo o l’andatura danno indicazioni sulle strutture deboli. Il test dell’ampiezza di movimento evidenzia la mobilità articolare.
L’esame di un vecchio paio di scarpe fornisce utili informazioni sul modo di camminare e i possibili rischi di trauma.

Esami diagnostici
A seguito dei risultati ricavati con l’anamnesi e l’esame fisico può essere necessario fare uno o più esami strumentali per confermare la diagnosi. Le radiografie offrono un’immagine delle ossa e possono mettere in evidenza fratture o punti deboli della struttura ossea. La scansione delle ossa è un test più sensibile delle radiografie per mostrare dei traumi ossei. La tomografia computerizzata (TAC) e la risonanza magnetica (RM) forniscono maggiori dettagli sulle ossa e il tessuto molle.

7. Trattamento: riduzione del dolore
Il medico specialista potrebbe prescrivere riposo, ghiaccio, compressione e elevazione (RICE = Rest, Ice, Compression, Elevation) per aiutare la guarigione e ridurre il dolore e gli altri sintomi di un trauma acuto. La cura RICE può diminuire il gonfiore, aiutare il piede e ridurre le probabilità di un reiterarsi del trauma nel futuro.

Riposo
Chieda al medico quanto tempo deve restare a riposo per permettere al suo organismo di avviare il processo di guarigione. Anche il dolore è una guida importante; bisogna evitare le attività che lo provocano.

Ghiaccio
Riduce il dolore, il gonfiore e il bruciore. Per 3 giorni bisogna fare l’applicazione di ghiaccio sulla zona dolente per 20 minuti ogni due ore.

Compressione
Il taping (o bendaggio elastico) o l’uso di un tutore hanno un’azione compressiva sulla zona del trauma e di conseguenza una riduzione del gonfiore e del dolore. Il medico specialista indica la compressione più adatta al tipo di trauma.

Elevazione (gambe in alto)
Tenere in alto sopra il livello del cuore il piede che ha subito un trauma drena i liquidi in eccesso nel piede, aiuta a ridurre il gonfiore e il dolore e accelera la guarigione.

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Farmaci
Il medico specialista può prescrivere dei farmaci (compresse o iniezioni) per ridurre il gonfiore e il dolore e rilassare i muscoli. Gli antinfiammatori sono un tipo di farmaco che riduce il gonfore e il dolore, aiutando la rigenerazione dei tessuti colpiti dal trauma.

8. Trattamento: protezione del trauma
Se è un atleta professionista dovrà evitare di fare quei movimenti che potrebbero causare nuovamente un trauma. Il medico specialista ha l’obiettivo principale di riportarla il prima possibile all’attività sportiva, prevenendo le recidive. A tal fine esistono diversi tipi di trattamento, che salvaguardano la zona del trauma durante il processo di guarigione.

Canadesi e gessi
Le canadesi sono utili se si ha difficoltà a camminare senza dolore e se c’è stato un trauma grave. Infatti riducono il peso sull’area colpta dal trauma, dando un sostegno durante il cammino. In caso di fratture o distorsioni gravi vengono confezionati delle docce gessate o dei gessi completi, che immobilizzano la zona interessata da 3 a 12 settimane. Le docce gessate sono rimovibili così che il paziente possa iniziare la fisioterapia.

Tape
Un bendaggio con il tape può ridurre al minimo il movimento e il gonfiore ed essere di supporto alla debolezza strutturale del piede o dell’arto inferiore. Il taping usato per gli atleti è abbastanza sottile da permettere l’uso delle calzature. Il taping del piede aiuta a capire se si possono trarre benefici dall’uso di plantari da inserire nelle scarpe.

Cambiamenti di attività
Anche se non è possibile ritornare immediatamente a praticare lo sport preferito, lo si può sostituire, durante la fase di recupero, con un’altra attività come l’acquagym, la cyclette o il nuoto. In questo modo si rimane attivi senza mettere sotto stress il piede colpito dal trauma. Il medico specialista può dare delle indicazioni mirate.

9. Trattamento: preparazione al ritorno in attività

Non basta trattare solo i sintomi e proteggere la zona traumatizzata. Il trattamento comprende anche la correzione delle cause del trauma e il rinforzo del piede e degli arti inferiori per poter ritornare alla piena attività. Un modo semplice è la prescrizione di plantari da inserire nelle scarpe. Oppure esistono altri tipi di trattamento di cui le parlerà il suo medico specialista tenendo conto degli aspetti particolari del suo quadro clinico.

Plantari
I plantari su misura vengono prescritti per ridurre lo stress a carico dei piedi e degli arti inferiori e per migliorare debolezze strutturali. Costruite su misura da un’imppronta della pianta del suo piede, i plantari possono essere di sostegno anche ad un piede che ha subito dei traumi. Il medico specialista potrebbe farle indossare dei plantari provvisori in attesa di quelli definitivi.  Quando riceverà quelle su misura sarà ancora lui a dirle se indossarle sempre o solo durante l’attività sportiva.

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Fisioterapia
Si possono usare diverse tecniche fisoterapiche per recuperare la forza e la funzionalità del piede, sostenerlo dopo un trauma e ridurre l’edema. Il medico specialista potrà raccomandarle un fisioterapista esperto per un ciclo di trattamenti. Tra i tipi di fisioterapia usati più comunemente ci sono gli ultrasuoni, per ridurre il dolore e l’edema, esercizi di allungamento e di rinforzo muscolare, massaggi e idromassaggio.

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Chirurgia
La chirurgia del piede è di solito riservata a traumi molto gravi o a problemi che non hanno avuto una risposta positiva con altri tip di trattamento. Potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia per rimuovere una porzione ossea che non è calcificata correttamente, o per recidere un tessuto cicatriziale cronico della fascia plantare o della caviglia. Talvolta la chirurgia serve a rimuovere un tessuto seriamente danneggiato da una distorsione grave.

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10. Prevenzione: uno sguardo al futuro
Il medico specialista lavora assiduamente per riportarla all’attività sportiva. Una volta arrivato a questo punto, bisogna mettere in atto misure di prevenzione da traumi futuri. Faccia attenzione ai fattori che hanno causato il trauma. Se le scarpe sono uno di questi fattori è sicuro di indossare ora le scarpe giuste? Oppure si è allenato troppo o troppo poco? La sua dieta alimentare è adatta a nutrire e sostenere i suoi muscoli? Questi sono solo alcuni degli aspetti da prendere in considerazione.

Indossare scarpe adatte
Le scarpe sono per gli atleti l’equivalente del casco per i motociclisti: uno strumento di protezione. Ogni tipo di scarpa ideata per uno sport è stata creata per uno specifico tipo di movimento, quindi bisogna mettere le scarpe adatte allo sport che si pratica e indossarle solo quando lo si pratica. Esistono anche scarpe che sono adatte a sport diversi e quindi sono indicate per le persone che non si specializzano in una sola attività.  È bene indossare scarpe di qualità e per un tempo che aumenta gradualmente. Anche le scarpe invecchiano e vanno sostituite quando hanno perso la loro capacità di assorbire gli urti: 600-750 km per le scarpe da corsa o 50-70 ore per quelle da aerobica o da giardinaggio.

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Cambiare alcuni aspetti dell’allenamento
Si possono commettere degli errori durante l’allenamento anche quando si è un atleta con anni di esperienza. Magari si esagera o si fa troppo poco. Oppure è una persona che fa sport solo sporadicamente. In entrambi i casi parli del suo tipo di training con il medico specialista. Lui potrà suggerirle degli esercizi di rinforzo o di allungamento. Non faccia l’allungamento molleggiando e dedichi un po’ di tempo sia al riscaldamento, prima di cominciare l’attività sportiva, che il raffreddamento, quando ha terminato.

Visite di controllo
Durante le visite di controllo il medico specialista valuta se il processo di guarigione stia procedendo regolarmente e attua tutte le misure per prevenire le complicazioni. Se ci fosse un riacutizzarsi del dolore o si presentasse una zoppìa durante il cammino non esiti a chiamare il medico. Infatti un trauma al piede può essere associato a dolori all’anca, al ginocchio o alla colonna lombare.

Una dieta equilibrata
Chi pratica uno sport necessita di una dieta equilibrata e completa, che fornisca al corpo le energia di cui ha bisogno. Inoltre una dieta adeguata aiuta a guarire più rapidamente. Non devono mancare quindi i carboidrati, meglio se integrali, le vitamine, il calcio e il ferro. Si consiglia inoltre di fare il pasto principale a mezzogiorno, per poter utilizzare al meglio le energia durante la giornata.

 

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